Il Candidato

LAURA LEZZA
a cura di Giammaria De Gasperis e Cinzia Bertoncini

La campagna elettorale si fa per convincere la gente, assicurarsi voti, vincere le elezioni e conquistare il potere. Laura Lezza ha voluto seguire questo fenomeno sociologico, filosofico, mistico e concettuale, nella sua Livorno, la città calda dal cuore rosso e dal sangue che bolle, la città degli ultras calcistici e dei portuali. La città dove il Pci nacque, nel 1921, dopo la marcia di Bordiga e Gramsci verso il teatro San Marco.
C’è un momento, tra la fine del mandato di una giunta e l’insediamento della successiva, in cui il potere è nelle mani di tutti e di nessuno. Ed è in questo frangente di sospensione, di ricerca di un nuovo assetto e di un nuovo equilibrio, che il singolo aspira ad acquisirne. Il candidato decide di esporsi, di mettersi in gioco alla ricerca di un consenso ambito per responsabilità, passione, convinzione o semplicemente per interesse.
Ci si affanna a schierarsi da una parte o dall’altra, mentre qualcuno preferisce farlo da una parte e dall’altra.

Paradossalmente, in questo periodo di stasi del potere, la città mostra con maggiore intensità e pathos la propria partecipazione alla vita politica. Come se accendendo un interruttore, la città venga improvvisamente illuminata rivelandosi e mostrando la sua faccia latente. E che dopo qualche settimana tornerà nel suo lato oscuro e di anonimato.

I protagonisti della campagna elettorale sono in primo luogo i candidati. Giovani e meno giovani, navigati o vergini. Utopisti e arrampicatori. Sostenuti da ministri, deputati, artisti calati nella realtà locale e capaci di calamitare l’attenzione del pubblico. Di esaltarlo e indispettirlo. Un pubblico presente e partecipativo. Ma anche indifferente e imprevedibile. I luoghi della battaglia elettorale sono probabilmente quelli che hanno subito l’evoluzione maggiore nella politica degli ultimi anni. Le piazze, le sezioni e le sedi si sono svuotate mentre si riempivano i bar, gli hotel, i gazebo, le chiese, i campi da calcio. I comizi si trasformano in pranzi, cene e aperitivi. I giornali e le trasmissioni televisive assumono un ruolo imprescindibile.
E poi la città che diventa teatro dell’iconografia dei volti e dei simboli. Visi rassicuranti, gesti conditi da slogan accattivanti diventano parte dell’arredo urbano. Sospingono l’elettore a compiere il proprio dovere, accompagnandolo sino all’urna, luogo ultimo di rappresentanza e potere. Dove si stabiliscono i nuovi equilibri, dove ci saranno vincitori e vinti. Fino alla prossima accensione dell’interruttore.

Giammaria De Gasperis

 

IL CANDIDATO

fotografie di Laura Lezza

a cura di Giammaria De Gasperis e Cinzia Bertoncini

con la supervisione artistica di Chiara Oggioni Tiepolo

24 giugno – 2 luglio

Bottini dell’Olio

via Caprera, 2 – Livorno