Oniontown

NADIA SHIRA COHEN
a cura di Giammaria De Gasperis e Valeriano De Gasperis

In latino si dice “nomen omen”, ad indicare come, spesso, ci sia una corrispondenza fra la personalità di un essere umano e il nome che porta. Ma può un simile concetto essere applicato anche ad un agglomerato abitativo? Eppure Oniontown è così, una cittadina cipolla, una realtà a strati, che nasconde il suo cuore dietro una moltitudine di piani di lettura che solo la volontà di ricerca, e la tenacia, permettono di approfondire.
Oniontown non è un buon posto dove andare. La polizia locale mette in guardia gli ignari e raccomanda di starne alla larga, Youtube diffonde video in stile “Blair witch project”, la gente non è cordiale, e stranieri, curiosi, turisti e passanti non sono i benvenuti. Si tratta di un trailer park, quello che nella sua accezione positiva sarebbe un parcheggio allestito per i caravan, ma nella versione denigratoria corrisponde ad un campo di case mobili o prefabbricati, inizialmente pensato per far fronte ad un’emergenza, ma che troppe volte diventa una soluzione permanente per sfuggire alla condizione infima di senza tetto. E’ una zona dove il degrado la fa da padrone, la povertà impera così come l’incuria estetica, l’immondizia funge da cornice del giardino, i mobili vengono abbandonati senza cura all’aperto, i bambini crescono senza controllo, e giocano indifferentemente con le bambole o con le armi da fuoco lasciate in giro per casa, incustodite.
Eppure Oniontown possiede in sé qualcosa di dolce, di sensato, di completo. Situata alla fine di una strada morta, nella contea di Duchess, a poca distanza dai bagliori di modernità di New York, questa piccola comunità ha una realtà a sé stante, anacronistica e intera al tempo stesso. Quasi decadente, nella versione nostalgica del termine. Sono quei brutti sporchi e cattivi di un tempo che fu, quelli che avevano ancora valori, che proteggevano e custodivano la loro famiglia, che sapevano fare branco, che appartenevano comunque ad una comunità, per quanto borderline, cui tributare fedeltà e affetto.
Nadia Cohen è riuscita ad entrare nelle profondità delle pieghe sfaccettate di Oniontown, con un passo tanto leggero e impalpabile da rendersi invisibile prima, addirittura accettata poi. E ha raccontato Oniontown per quella che è, con le sue brutture e gli scorci belli, le piccole storie incredibili nascoste da quelle fragili pareti, gli animali, i programmi orribili guardati in televisione, le meraviglie e gli orrori, sulle note immaginarie di un carillon un po’ stonato, il ricordo di un parco divertimenti ormai vetusto, che nessuno considera più.

Chiara Oggioni Tiepolo

 

ONIONTOWN

fotografie di Nadia Shira Cohen

a cura di Giammaria De Gasperis e Valeriano De Gasperis

inaugurazione 8 gennaio 2009, ore 19:00

8 gennaio – 25 gennaio 2009

b>gallery

P.zza Santa Cecilia, 16 – 00153 Roma