RVM Issue #11

By giammadmin | March, 28, 2014 | 0 comments

YOU ARE HERE. This is what helps lost tourists find their way on big cities’ maps; you are here: a sound red mark in an uncertain geography of unknown roads. A declaration of intents to begin our future from, a minimal yet safe berth that you can moor when you’ve lost your compass. This is where you are. Where are we, though? What destination have we reached? Starting again from our 11th issue has not been easy. We got lost. We have hardly found our path again. We’ve decided to follow the red thread of what we all have in common: we still like the stories that can be told by images. Where are we now? has thus become our theme for RVM#11. The authors that are published on this issue – as well as ex Holden School of Creative Writing Students and current students from the Marcos y Marcos BookGenerator project whose short stories entertained a dialogue with the pictures – have answered this question and re-drawn topographies of the contemporary age that gave a voice and a shape to their memories. As a result they evoked worlds that had gone lost and that had never existed. Where are we now? is the question behind our cover, a shot from the the series Darshan by Manjari Sharma whose work can be accessed through the magazine’s website www.rearviewmirror.it. Where are we now? Is the question we ask our selves and the photographers we published on RVM#11. Maleonn, in the project Maleonn Mobile Photo Studio, travels 25 counties, 35 cities and 30000 miles in the whole China to portray 1600 subjects in a cheerful celebration oh the surreal. Scott Alario explores his role as a father creating a web of dreams and daily life in the autobiographic What we conjure. Hebe Robinson, in the project Echoes, reaches the solace lands of the northern Norway to give a new voice to abandoned places mixing contemporary images and archive family pictures. Steeve Iuncker, in The coldest city in the world, documents Yatusk, in Eastern Siberia, where daily life is wrapped in the dazzling whiteness of a freezing cold. Jim Naughten depicts the Re-enactors that every year gather in Kentish for turning into characters from the First and Second World War. For Picture in a Frame, we choose a shot by Calè, whose work Buscadores offers a reflection on the process of identifying the individual in the major cities. Then, to investigate the new resources and the new languages enabling to document the word, we entrusted our iRVM section to three young photographers, Ludovica Bastianini, Eva Laudace and Luciana Passaro, travelling – in a personal and post-modern version of Walker Evan’s Subway Portraits – towards both a destination and the construction of a point of view. The scenario changes with In Perspective, where Anna-Maria Pfab, guest curator for RVM#11, lead us to discover the philosophical work of Adam Broomberg and Oliver Chanarin. Among the columns, Archivio Segreto, an immersion into the archive of a master of photography, tells the story of Graciela Iturbide. InterView meets Giorgio Barrera and his new project Andate in pace. PhotoBiz, dialogues with Nathalie Gallon, director of The Carmignac Gestion Photojournalism Award. Limelight, venturing into the territory of a dynimic photography, interviews Gherardo Rossi, director of photography for the movie Via Castellana Bandiera by Emma Dante. Finally, RVM Brand New Talent, a contest dedicated to photographers who publish their work for the first time. Selected by a jury composed by RVM staffers, Elena Boille (pictureditor at Internazionale), Richard Kalvar (Magnum photographer) and Fabio Severo (curator), Asbjørn Sand, photographer at his first publication, is RVM#11 made hir publishing debut, with the project Roll Whatever, on RVM#11. Aiming to deal with a wider, international horizon, RVM publish all texts in English (with the Italian translation at the end of the magazine). As a ceasura between the two languages, we choose a second cover, L’Altra Cover, for this number a picture from the series Solipsism by Julie de Waroquier, accessible through the magazine’s blog rvmmagazine.wordpress.com.

RVM#11 Febbraio 2014 16×24, eng/ita, 132 pp., 12 euro, Edizioni Postcart

YOU ARE HERE. Così recitano le mappe che indicano la rotta ai turisti alla deriva nelle grandi metropoli. Voi siete qui: un solido punto rosso sospeso in una geografia incerta di strade, una dichiarazione d’intenti dalla quale muovere i passi futuri, un ormeggio minimale,
ma sicuro a cui aggrapparsi quando si è persa la bussola. Voi siete qui. Ma noi, invece, dove siamo? A che punto siamo arrivati? Ripartire dal numero 11 non è stato facile. Ci siamo persi. Abbiamo ritrovato la strada a tentoni. Abbiamo deciso di riprendere il filo da quello che abbiamo in comune: ci piacciono ancora le storie raccontate per immagini. Where are we now? è il tema che abbiamo scelto per RVM#11. Gli autori che pubblichiamo in questo numero – come sempre affiancati da giovani narratori selezionati tra allievi ed ex allievi della Scuola Holden e tra gli studenti del laboratorio BookGenerator organizzato da Marcos y Marcos – hanno risposto a questa domanda disegnando nuove topografie del contemporaneo, dando voce ai ricordi e immagini alla nostalgia, evocando mondi perduti o mai esistiti. Where are we now? è allora la domanda dietro alla nostra cover, tratta dalla serie Darshan di Manjari Sharma visibile in versione più ampia sul nostro sito www.rearviewmirror.it. Where are we now? è l’interrogativo a cui hanno risposto i fotografi di RVM#11. Maleonn, nel progetto Maleonn Mobile Photo Studio, viaggia attraverso 25 provincie, 35 città e percorre 30000 miglia in tutta la Cina per ritrarre 1600 soggetti in una carnevalesca celebrazione del surreale e del grottesco. Scott Alario esplora il suo ruolo di padre tessendo un ordito fatto di sogni e quotidianità nell’ autobiografico What we conjure. Hebe Robinson, nel progetto Echoes, raggiunge le terre desolate del nord della Norvegia per restituire voce a luoghi abbandonati attraverso una mescolanza di immagini contemporanee e foto d’archivio. Steeve Iuncker, in The coldest city in the world, documenta Yatusk, la città più fredda del mondo, nella Siberia orientale, dove la vita quotidiana è avvolta nel biancore abbacinante del gelo. Jim Naughten nel progetto Re-Enactors raffigura i rievocatori che ogni anno si riuniscono a Kentish per trasformarsi in personaggi della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. Picture in a Frame, la nostra sezione dedicata al ritratto, presenta uno scatto di Calè, che con il progetto Buscadores offre una rilfessione sul processo di identificazione dell’individuo nelle metropoli. Per spingere invece sull’acceleratore dei nuovi mezzi espressivi, abbiamo affidato iRVM, la nostra sezione dedicata all’iphonephotography, a tre giovani fotografe Ludovica Bastianini, Eva Laudace e Luciana Passaro che – in una personale e postmoderna visione di Subway Portraits di Walker Evans – hanno viaggiato seguendo ciascuna la propria destinazione e la costruzione del proprio punto di vista. I confini del nostro viaggio fotografico si allargano con In Perspective, dove Anna-Maria Pfab, guest curator di RVM#11, ci accompagna alla scoperta del lavoro riflessivo e provocatorio di Adam Broomberg e Oliver Chanarin. Tra le rubriche, Archivio Segreto, incursione nell’archivio di un maestro della fotografia, in questo numero ha come protagonista Graciela Iturbide e le sue storie. InterView incontra Giorgio Barrera e il suo nuovo progetto Andate in pace. PhotoBiz dialoga con Nathalie Gallon, direttore del Carmignac Gestion Photojournalism Award. Limelight sconfina nei territori del cinema, portandoci dietro la macchina da presa di Gherardo Rossi, direttore della fotografia di Castellana Bandiera di Emma Dante. Infine, l’ottava edizione di Brand New Talent, contest dedicato ai fotografi alla prima pubblicazione: in questo numero RVM è orgogliosa di presentare il lavoro di Asbjørn Sand, che, selezionato con il progetto Roll Whatever da una giuria composta dallo staff di Rearviewmirror, Elena Boille (pictureditor di Internazionale), Richard Kalvar, (fotografo Magnum) e Fabio Severo(curatore), fa il suo debutto editoriale su RVM#11. Per affrontare con più strumenti l’orizzonte internazionale, RVM presenta i suoi testi in inglese (con traduzione in italiano). A far da cesura tra le due aree linguistiche del magazine, L’Altra Cover: una seconda copertina dedicata in questo numero a uno scatto della serie Solipsism di Julie de Waroquier, il cui lavoro è visibile in maniera più ampia sul blog di RVM, rvmmagazine.wordpress.com.

RVM#11 Febbraio 2014 16×24, eng/ita, 132 pp., 12 euro, Edizioni Postcart

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