RVM Issue #10

By giammadmin | March, 27, 2014 | 0 comments

Is staging the only kind of reality that can be truly explored by means of the photographic lenses, in a time when nothing has been left unseen? What makes the difference between the work of art and its copy, in the age of mechanical reproduction? What distinguishes reality from its representations?

RVM#10 – True or fake? Is the track that we followed – in these three years of editorial adventure – to shed light on photography as a means to openly stage illusions, as a cultural representation of a kind of reality that is capable of founding amazing alternative conditions; as a tool to investigate ambiguities of identity, artificial organisms, synthetic landscapes and virtual worlds.

True or fake? is the question behind our cover, a shot from the Portraits series by Holly Andres whose work can be accessed through the magazine’s website www.rearviewmirror.it. True or fake? Is the question we ask ourselves and the photographers we published on RVM#10. Lauren E. Simonutti, in the project 8 Rooms, 7 Mirrors, 6 Clocks and 199 panes of glasses, explores the physical and numerical perimeter that the photographer has drawn around herself, in a schizophrenic attack, in the last years of her life. The timeline of reality and the timeline of fiction invert their directions in Matt Henry’s Blue River Falls, in the attempt to understand the present by means of its reflection into the mirror of a past age. Cristina De Middel in The Afronauts blends reality and fiction on the thin border between what could have been and what has never been rebuilding what looks like an historical novel about 1964 Zambian space program. Doug Rickard’s A New American Picture uses Google Street View for a virtual trip through that part of the American society on which the economical recession has left its biggest sign, proposing new considerations about the relationships between fiction and reality. Finally, Lovisa Ringborg’s The Limbo Pictures is a mosaic about the sense of disorientation, which is produced by the collision between reality and fiction.

To entertain a dialogue with the pictures, we chose five stories written for us by as many young writers – Claudia Colucci, DarkO, Emanuela Faiazza, Federico Armani, Gabriele Di Fronzo – who graduated from the Holden School and the Piccola Bottega di Arti Narrative Marcos y Marcos, two institutes of higher learning in Writing that supported us for RVM#10, affording a valuable contribution to our research.

For Picture in a Frame, we choose a shot by Miti Ruangkritya whose work documented the 2011 election campaign in Thailand from a very natural perspective. Then, to investigate the new resources and the new languages enabling to document the word, we entrusted our iRVM section, to Chiara Capodici, guest curator for RVM#10 and Giuseppe Moccia, who explored the field of that branch of information technology that is called Computer vision and deals with visual mechanisms. The scenario changes with In Perspective, where Laura De Marco, guest curator for RVM#10, lead us to discover the intimate and delicate work of Erica McDonald. Among the columns, Archivio Segreto, an immersion into the archive of a master of photography, tells the story of Roger Ballen. InterView meets Rankin and his new magazine The hunger. PhotoBiz, dialogue with Jb Reed, photographer and co-founder of Nuru Project. Limelight, venturing into the territory of a dynimic photography, interviews Pasquale Mari, director of photography for the movie La città ideale by Luigi Lo Cascio.

Finally, RVM Brand New Talent, a contest dedicated to photographers who publish their work for the first time. Selected by a jury composed by RVM staffers, Manila Camarini (picture editor at D, la Repubblica delle donne), Chiara Capodici e Fiorenza Pinna, (curators at St u d i o 3/3) and Alberto Giuliani (photographer and director at Luz Agency), Costanza De Rogatis made her publishing debut, with the project Noi, on RVM#10.

Aiming to deal with a wider, international horizon, RVM publish all texts in English (with the Italian translation at the end of the magazine). As a ceasura between the two languages, we choose a second cover, L’Altra Cover, for this number a famous black and white shot restored and colored by Marie-Lou Chatel, accessible through the magazine’s blog rvmmagazine.wordpress.com.

In un’era dove non esiste più nessun non visto da guardare, la messa in scena è l’unico confine che resta da esplorare con l’obbiettivo? Nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, cosa distingue l’opera d’arte dalla copia?
E cosa la realtà dalla sua rappresentazione? True or fake? è il tema che abbiamo scelto per RVM#10 ed è la traccia che abbiamo seguito nella nostra avventura editoriale esplorando la fotografia come mezzo per costruire dichiaratamente illusioni, come rappresentazione culturale del reale capace di fondare sorprendenti realtà altre. Come strumento di indagine di ambiguità identitarie, organismi artificiali, paesaggi sintetici e mondi virtuali.

True or fake? è allora la domanda dietro alla nostra cover, tratta dalla serie Portraits di Holly Andres visibile in versione più ampia sul nostro sito www.rearviewmirror.it. True or fake? è l’interrogativo a cui hanno risposto i fotografi di RVM#10, muovendosi sul sempre più labile confine tra fotografia straight e fotografia staged e mantenendo un sorprendente e illuminato equilibrio tra vero e falso, tra presunta verità e spregiudicata re-invenzione. Lauren E. Simonutti, nel suo progetto 8 Rooms, 7 Mirrors, 6 Clocks, 2 Minds and 199 Panes of Glass, ha dato corpo alle voci e alle visioni del suo disturbo schizofrenico dissolvendo il confine tra realtà e allucinazione, Matt Henry, in Blue River Falls, ha dilatato il confine del reale ricostruendo sul set l’America degli anni ’60 e ’70 per capire il presente attraverso la fiction. Cristina De Middel in The Afronauts racconta, in un vero e proprio (falso) romanzo storico, il primo programma spaziale africano, varato dallo Zambia nel 1964. Tra vero e falso s’inserisce anche la riflessione sulla recessione economica che sta colpendo e invertendo l’immagine del sogno Americano, come ci racconta Doug Rickard in A New American Picture. Infine Lovisa Ringborg disorienta componendo, immagine per immagine, un luogo temporaneo per anime sospese nel progetto The Limbo Pictures.

Su RVM#10 continua la consolidata collaborazione con gli allievi del biennio di Scrittura e Storytelling della Scuola Holden e inizia un nuovo sodalizio con la Piccola Bottega di Arti Narrative Marcos y Marcos. Con i loro racconti, i guest writers di questo numero – Claudia Colucci, DarkO, Emanuela Faiazza, Federico Armani e Gabriele Di Fronzo – hanno saputo amplificare le possibilità di lettura, le direzioni e i sensi delle immagini.

Picture in a Frame, la nostra sezione dedicata al ritratto, presenta uno scatto di Miti Ruangkritya che documenta in chiave ironica e personale la campagna elettorale thailandese del 2011. Per spingere invece sull’acceleratore dei nuovi mezzi espressivi, abbiamo affidato iRVM, la nostra sezione dedicata all’iphonephotography, alla curatrice Chiara Capodici e al fotografo Giuseppe Moccia, insieme per un progetto che segue un singolare filo d’Arianna: un abecedario contemporaneo costruito attraverso l’uso di Google Goggles, applicazione Google che permette di effettuare ricerche on-line partendo esclusivamente da una foto.
I confini del nostro viaggio fotografico si allargano con In Perspective, dove Laura De Marco, guest curator di RVM#10, ci accompagna alla scoperta dello sguardo intimo e delicato di Erica McDonald.

Tra le rubriche, Archivio Segreto, incursione nell’archivio di un maestro della fotografia, in questo numero ha
come protagonista Roger Ballen e il suo inconfodibile bianco e nero. InterView incontra Rankin e il suo nuovo affamato magazine The hunger. PhotoBiz dialoga con Jb Reed, fotografo e cofondatore della piattaforma Nuru Project. Limelight sconfina nei territori del cinema, portandoci dietro la macchina da presa di Pasquale Mari, direttore della fotografia di La città ideale di Luigi Lo Cascio.

Infine, la settima edizione di Brand New Talent, contest dedicato ai fotografi alla prima pubblicazione: in questo numero RVM è orgogliosa di presentare il lavoro di Costanza De Rogatis che, selezionata con il progetto Noi da una giuria composta dallo staff di Rearviewmirror, Manila Camarini (photoeditor di D, la Repubblica delle donne), Chiara Capodici e Fiorenza Pinna, (curatrici dello Studio 3/3) e Alberto Giuliani (fotografo e direttore dell’Agenzia Luz), fa il suo debutto editoriale su RVM#10.

Per affrontare con più strumenti l’orizzonte internazionale, RVM presenta i suoi testi in inglese (con traduzione in italiano). A far da cesura tra le due aree linguistiche del magazine, L’Altra Cover: una seconda copertina dedicata in questo numero a uno scatto del 1917 restaurato e colorato da Marie-Lou Chatel, il cui lavoro è visibile in maniera più ampia sul blog di RVM, rvmmagazine.wordpress.com.

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